ROSARIA ORLANDO

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WONDERLAND, LO STREGATTO… ED IO

Anche questa mattina sveglia presto e anche oggi piena di voglia di scrivere. E’ una buona cosa. Come ieri, i miei pensieri mattutini sono gli stessi, come anche il giorno prima di ieri. Ma stamani, mentre bevevo il mio consueto caffè e latte, e mentre guardavo l’ultimo episodio della seconda serie di “being Erika”, casualmente, un illuminazione.

Erika è una ragazza che viaggia nel suo passato per rimediare ai rimpianti, migliorare il suo presente e se stessa. Questi viaggi sono possibili grazie al suo analista che durante le sue terapie, permette ad Erika di attraversare delle porte, ritornare indietro nei suoi ricordi e attraverso quelle esperienze, rivivendole e capendo quali poter cambiare e dove rimediare, riesce a fare le scelte giuste. Le sue scelte.

In questo telefilm Erika è ormai adulta e l’analista spesso le fa rivivere anche situazioni che ormai lei non ricorda più. Ricordi, emozioni rimossi per via della sua crescita. Diventare adulti ci porta in un mondo pieno di problemi, responsabilità, doveri inevitabili si direbbe. Erika, rivivendo il suo passato ma con la maturità dell’Erika futura ha una capacità… quella di capire dove si è persa. Le sue scelte sono sempre state determinate dai doveri. Scelte “perché così doveva essere”, scelte senza ascoltare le proprie emozioni, cosa realmente lei volesse e cosa la facesse stare bene.

Certo è un telefilm. Certo è che nessuno di noi ha il potere di poter tornare nel passato e cambiare le cose, ma spesso dietro un dialogo, dietro una fiaba, dietro un racconto, un aforisma… si celano delle verità. Si celano le risposte.

Stamani, durante l’ultimo episodio di questa serie, l’analista recita un passo del libro di Lewis Carroll. Il dialogo tra Alice e lo stregatto. Tutti conosciamo Alice nel paese delle meraviglie, come conosciamo migliaia di altre fiabe, ma i dialoghi li dimentichiamo nel tempo.

  • Alice: Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!
  • Stregatto: Be’, tutto dipende da dove vuoi andare!
  • Alice: Oh veramente importa poco purché io riesca…
  • Stregatto: Be’, allora importa poco che strada prendi!

Come ogni cosa che ci capita nella vita, in una giornata, in un secondo, nulla succede per caso. Allora la mia mente si aziona. “Questa frase casca a pennello!”-“caXXo è vero! Io non sò dove voglio andare! quindi importa poco la strada?… aspetta un’attimo! No! non importa poco, importa tanto invece…si tratta del mio futuro, del mio domani! Allora importa tantissimo?”

Di fronte  a me ho più strade, più possibilità di scelta. Allora quale prendere? In base a chi o cosa scelgo?

E ancora qui la parte seguente del dialogo tra Alice e lo stregatto:

  • Stregatto: Se io cercassi il Bianconiglio lo chiederei al Cappellaio Matto!
  • Alice: Al Cappellaio Matto? Oh, no, no! Io no…
  • Stregatto: Oppure al Leprotto Bisestile, in quella direzione!
  • Alice: Oh, grazie! Credo che lo chiederò a lui!
  • Stregatto: Però guarda che gli mancan diversi venerdì!
  • Alice: Oh, ma io non voglio andare in mezzo ai matti!
  • Stregatto: Oh, non puoi farci niente! Sono quasi tutti matti, qui!

“Io non voglio andare in mezzo ai matti!” dice Alice, ma il bello è che lo stregatto le fà notare che in quel posto, SONO QUASI TUTTI MATTI!!!

Di questo racconto molte sono state le interpretazioni ma di sicuro è assodato il fatto che lo scrittore associasse wonderland al mondo, alla realtà della nostra società. Da qui il discorso dello stregatto non fa una piega! Nella tua confusione qualsiasi strada decidi di prendere non ha importanza, e non dovresti temere nulla, perchè ovunque tu vada troverai quello che a te non piace! Non vuoi andare a destra perchè sai che le persone che incontrari sono avide e ingorde? Bhè, se andrai a sinistra incontrerai gente non ingorda e avida, ma sarà egoista e insensibile! O tutte e quattro insieme! Fatto è che non lo sparai mai finché non vedi con i tuoi occhi!

Io vivo una situazione simile ma ho un punto a mio favore. Una di queste strade, le persone di una di queste strade, già sò come sono e hanno giocato un gioco che a me non è piaciuto. D’altra parte sono consapevole che anche le altre strade mi portano in mondi che non combaciano perfettamente con ciò che io vorrei.

Sono stata messa alle strette! Ho dovuto prendere una decisione in meno di 12 ore, con una notte di mezzo e questo a me non è piaciuto! A me non piace che qualcuno mi metta fretta, soprattutto su cose importanti.

Ho scelto. Ma ritorno sui miei passi. La fretta non ti fà ragionare. Certo è anche vero che ragionare e prendere delle decisioni di getto, d’impulso è spesso la cosa più saggia. Nel senso che, se non ci pensi tanto e fai solo ciò che senti, sarà di sicuro la cosa giusta! Ma quando la fretta ti fa solo aumentare paure, incertezze, obblighi, doveri… non è più una scelta dettata dal cuore e sinceramente neanche dalla mente, perché la tua mente non è libera. Tranquilla. Io non lo ero.

DAL MANUALE DEL GUERRIERO DELLA LUCE, di Paulo Coelho (per me vademecum di vita. Lo citerò spessissimo)

“Un guerriero della luce non ha mai fretta. Il tempo lavora a suo favore […]. Procedendo lentamente, nota la saldezza dei propri passi. E’ consapevole di essere partecipe di un momento decisivo della storia dell’umanità, e sa che, prima di trasformare il mondo, deve cambiare se stesso.”

Non posso avere paura di ricredermi, non posso avere il timore che nella vita una scelta comporti degli obblighi, soprattutto se queste scelte sono state fatte verso qualcuno che nei tuoi confronti non ha mostrato rispetto. Assolutamente. Non posso temere di perdere un occasione solo perché temo che non me ne capiti più una simile! CaXXo la vita è fatta di mille opportunità, di certo queste non saranno ne le prime né le ultime. E allora, a conclusione di tale pensiero, credo che la cosa migliore da fare sia pensare a ciò che “ora” e dico “ora”, mi renderebbe serena. Infondo è quello che cerco da sempre, da quando ho avuto la possibilità di poter scegliere da sola, solo che in passato sono sempre stata condizionata. Dalle persone, dalle emozioni, dai doveri.

Sento che non ho paura di rischiare. Sento che non ho paura di incontrare nuove persone nel mio cammino, nuove realtà. Mettere me stessa alla prova. Conoscere e affrontare se stessi. E’ questo uno dei percorsi fondamentali della propria vita. Se una scelta ti fa sentire insicura probabilmente non è quella giusta.

Non ho paura di andare in Asia, anche se è un sogno. Non temo di scegliere all’Asia, l’Oceania. In Asia posso andarci quando mi sentirò davvero pronta. Ci andrò. Se è il mio obbiettivo ci andrò. Questo non è ancora ben chiaro. Quindi meglio focalizzarsi su altro. Il mio altro è il mio lavoro.

Voglio crescere. Voglio imparare. Sento di aver intrapreso una strada che mi piace ma non credo ancora di aver incontrato le persone giuste, le persone che possono comprendere il mio potenziale e usarlo si per loro ma anche per permettere  a me di crescere e fare sempre di più. Qualsiasi strada prenderò non ho questa certezza, però sò da dove vengo. Posso guardarmi indietro e so che quello che vedo non mi piace. Quindi tenterò altro.

Si. Ecco. Credo di aver preso la mia decisione. Anzi, l’ho presa.

Se quando senti di aver preso una decisione, questa ti fa sorridere e ti fà sentire tranquilla. Allora è quella giusta. Non mi importa se guadagnerò di meno. Non mi importa se vivrò peggio di come sono stata in passato. Non mi importerà se mi tratteranno peggio. Non mi importa! Ciò che mi importa è sapere di aver fatto una scelta con la testa e col cuore. Con consapevolezza. Con serenità. E poi… perché deve andare per forza peggio? Potrei stare anche meglio! A questo ci pensiamo mai, quando dobbiamo fare una scelta? O siamo condizionati dalle negatività? 🙂

Le frasi più comuni che una persona può sentirsi dire quando deve affrontare una scelta lavorativa sono sempre le stesse: “si ma ti pagano di più!” – “si ma sai che bella l’Asia! sai quanto costa un biglietto per l’Asia!ti pagano tutto e puoi fare bei soldini!” – “hai _”tot”_ anni, ormai sei fatto grande!devi pensare alle cose concrete! a mettere su una famiglia! una casa! metterti dei soldi da parte!”

ahahhahaha caspita, sono frasi eccezionali!! Ma che futuro? che soldi? che vita è una vita vissuta facendo cose che  si “devono” fare perché è giusto?!… una famiglia? perché?… la mia famiglia verrà quando sarò pronta, quando sarà il momento e se questo momento non sarà mai, sarò felice comunque perché non avrò sposato il primo che capita per essere felice, per cercare una felicità tanto raccontata. Una felicità che sarà interrotta poi da un rendersi conto che non ami quella persona, e a pagarne le conseguenze saranno i tuoi figli! No caXXo! No! Io mi rifiuto! Come mi rifiuto di scegliere un lavoro o un’università solo perché è quella giusta! Quella che può farmi lavorare!

Sarò sempre infelice. Mi sentirò sempre incompleta se non farò essere me stessa la padrona delle mie scelte! Sarò incompleta e non capirò mai il perché, e continuerò a fare sbagli su sbagli e ad accumulare infelicità, insuccessi, insoddisfazioni.

Meglio sbagliare a proprie spese. Sapere di aver determinato con coscienza una situazione ti rende più determinato e sicuro, e sai dove non devi errare la prossima volta. Com’era il detto? “sbagliando s’impara?” 😀 L’ho detto all’inizio… frasi, fiabe, racconti, aforismi… hanno sempre del vero! 😉

Comunque…

Non l’ho sempre pensato. Non ero così anni fa’. Però ho imparato a vedere, a mie spese e a spese di chi amo, che le scelte condizionate mi hanno solo allontanata dal raggiungere quello che realmente mi avrebbe fatta stare bene. E la colpa non è di nessuno. E’ la vita. Si comprende a piccoli passi le cose giuste da fare. L’importante è che ognuno capisca le proprie. Senza avere fretta.

Nella mia vita vedo che ci sono persone che alla mia età hanno fatto passi più lunghi e importanti dei miei, ma è la loro strada, è il loro percorso, è la loro felicità, la loro vita. La mia è un’altra, è un’altro percorso. Il mio percorso.

Ad ognuno il suo percorso. No? 🙂

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