ROSARIA ORLANDO

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L’INTUITO PARLA, L’ISTINTO AGISCE…

Wikipedia definisce così l’istinto:

L’istinto o comportamento innato è la tendenza intrinseca di un organismo vivente ad eseguire o mettere in atto un particolare comportamento. Sono comportamenti automatici cioè, non sono frutto di apprendimento né di scelta personale. L’istinto ha un rapporto piuttosto rigido con ciò che desidera e a cui mira, difficilmente ottenendo soddisfazione da un oggetto diverso. …sembra essere un comportamento innato dell’animale, come se derivasse da una caratteristica insita nel suo patrimonio genetico… In psicoanalisi si distingue dalla pulsione in quanto questa mira alla soddisfazione dei propri bisogni (fame, sonno, sesso).  

Vi sono vari tipi di istinto, l’istinto omicida, istinto di vita e di morte (Freud), l’istinto di sopravvivenza o autoconservazione e l’istinto all’autoaffermazione, quello di cui voglio parlare io e un’altro tipo di istinto, non fisico ma dell’anima. Osho dice:

Il funzionamento spontaneo del corpo è chiamato istinto. Il funzionamento spontaneo dell’anima è chiamato intuizione. Sono simili, tuttavia sono lontanissimi uno dall’altra. L’istinto appartiene al corpo: è grezzo, l’intuizione appartiene all’anima: è sottile. Tra i due c’è la mente, ovvero l’esperto che non ha mai un funzionamento spontaneo. La mente è il sapere: il sapere non può mai essere spontaneo. L’istinto è più profondo dell’intelletto e l’intuizione è più elevata dell’intelletto. Entrambi sono al di là dell’intelletto e sono due ottimi talenti.

Osho, L’istinto, Riza.

intuito-istintoA chi di noi non è mai capitato di trovarsi di fronte alla situazione di dover prendere una decisione e di non sapere quale prendere? In quei momenti avvertiamo dentro di noi delle “sensazioni”, che altri non è che l’anima che tenta di dirci qualcosa, cerca di aiutarci. Quanto siamo capaci noi nel comprenderla e lasciargli fare? Nei film ci propinano milioni di esempi di situazioni in cui l’istinto ha la meglio, situazioni che a noi piace definire “botte di c..o!”, “semplice fortuna!”. Bhè, anche se lo vediamo nei film non vuol dire che non capiti nella vita reale, anzi. Io sono sicura che ognuno di voi ha nella sua memoria un episodio da raccontare dove dice: “se non avessi detto/fatto a quest’ora non sarei qui!”, “me lo sentivo che non dovevo uscire di casa!”, “lo sapevo che glielo dovevo confessare!”, “sapevo che era bugia, l’ho sempre saputo!”, “sentivo che mi nascondeva qualcosa!”. intuizione e intuito giocano un ruolo fondamentale. Sono circostanze che poi ci portano a riflettere.

Quando facciamo o diciamo una cosa contraria a quella che vorremmo in realtà fare o dire, alla fine, siccome le cose non vanno come desideriamo, diamo una giustificazione dicendo che “è la vita”, che “doveva andare così”. Non lo sò, non sono molto sicura di queste affermazioni.

Se pensiamo alla funzionalità dell’istinto tutto torna. Allora vediamo…

Partendo dal presupposto che è una tendenza innata dell’organismo, dell’essere vivente, e sapendo che vorrebbe solo ed esclusivamente andare a soddisfare un desiderio, una necessità… questo dà per scontato, a priori, che tutto ciò che sentiamo e che desideriamo fare “è giusto”. E’ giusto perché sappiamo, seppur inconsciamente, che è ciò che può farci stare meglio. Quindi, se compiere un azione con la finalità di soddisfare un nostro piacere ha lo scopo di farci stare bene, perché non assecondarlo?

Il punto è che penso che siamo abituati a complicarci troppo la vita, le decisioni, quando invece la risposta alle nostre domande è sempre lì, sotto al nostro naso e seppur sappiamo quando una scelta, un comportamento, un’atteggiamento può farci bene o male, gli andiamo contro. Perché? Perché qui si innescano meccanismi di paure, domande, dubbi, che non ti permettono di fidarti di te stesso, quando invece l’unica persona al mondo su cui puoi fare affidamento sei proprio tu!

Perché chiediamo consigli agli altri? Ci pensate mai? Credete che chiedere consigli sia un modo per avere diversi punti di vista e poter decidere meglio? E allora perché ci sono delle volte che dopo aver chiesto consiglio, alla fine, sentiamo una spinta interna che va oltre le scelte giuste, che va oltre i consigli giusti che gli altri ci hanno dato? Perché succede spesso che facciamo il contrario di quello che ci dicono, soprattutto quando sembra essere la scelta più saggia, più giusta? Semplice… perché non è ciò che noi desideriamo. L’intuito e l’istinto collaborano, entrano in sintonia. In questi momenti diamo ascolto a noi stessi, alla nostra anima. E’ lei che ti parla. Non sottovaluto lo scambio esperenziale, le relazioni umane, non dico di diventare misantropo. Dico solo di ascoltare di più se stessi. Imparare ad ascoltarsi, al fine di fidarsi e volersi bene.

Sovente non riusciamo a darci ascolto perché non ci fidiamo di noi stessi. Facciamo ciò che in realtà non vorremmo fare, dopodiché ce la prendiamo con noi stessi instaurando ancor di più un meccanismo di sfiducia maggiore. Così facendo ci convinciamo sempre di più che dobbiamo chiedere agli altri, perché noi abbiamo la tendenza a fare sempre le scelte sbagliate! Niente di più assurdo!

“Tutte le volte che facciamo progetti per allontanarci dai disagi, puntualmente li rinforziamo. Pensare a una vita futura migliore di quella che stiamo vivendo, ci rende più incerti, fragili, impotenti. Si possono passare anni a compiangersi, a dirsi che il benessere verrà solo quando le cose cambieranno, quando le persone intorno a noi ci tratteranno meglio. Niente di più falso! Non è l’esterno a farci stare male, ma il fatto che non ci affidiamo al nostro interno, che sa benissimo cosa fare per noi e dove condurci.”__Raffaele Morelli, “Ciascuno è perfetto. L’arte di conoscere se stessi”, mondadori, 2006

Io dico solo che ognuno di noi possiede un grosso potenziale, se riusciamo ad ascoltarci e a fidarci di noi, se lasciamo fare al nostro intuito e istinto, sono sicura che staremmo tutti meglio. So che è indubbio un pensiero del genere e molti di voi si troveranno d’accordo con me, ma molti di noi pensano e sono concordi con pensieri che poi non mettono in pratica. Questo è andare contro se stessi. Questo è non avere rispetto per se stessi.

Ci sono storie di persone che grazie alla loro voglia di fare, ascoltando il loro intuito, sono diventati importanti, sono riusciti a costruire grandi realtà. Personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, dell’imprenditoria ma anche gente comune, che si sono fidati di se stessi pur venendo da infanzie difficili, da vissuti che avrebbero solo potuto annientare la loro voglia di farcela, il loro ottimismo. Ma queste sono persone che non si sono arrese, che hanno lottato, hanno creduto in se stessi, non si sono lasciati intaccare dagli altri negativamente e che anche se spesso hanno sbagliato e pagato, si sono rimboccati le maniche e hanno ripreso il proprio cammino, consapevoli del fatto che dentro di se il proprio potenziale, il proprio essere, doveva venire fuori, essere compiuto. Per esempio (e a me piace narrare storie vere), come raccontano le grandi gesta storiche della Pulzella d’Orlèans… Giovanna sin da piccola si sentiva destinata da Dio alla liberazione della Francia, all’epoca insediata dagli inglesi. Una donna!! Una donna si presentò dinnanzi al re, ad offrire il suo aiuto! Una donna a comando di un esercito! Voleva liberare la Francia e ci riuscì!! Non credo che Giovanna D’Arco si sia lasciata intimorire dalle frasi tipo: “dai Giovanna ma cosa stai facendo? Dio! Dio ti parla? ma ti uccideranno! Morirai!” – “ci sono gli eserciti del re per questo! sei una Donna!!”. (Quanta poca saggezza nella mente e nel cuore di tanti comuni mortali). Fatto è che Giovanna liberò la Francia e il re Carlo VII riconfermò il proprio trono. Certo poi non è che Giovanna visse per sempre felice e contenta, questo è un lieto fine riservato alle principesse nelle fiabe. Venne arrestata a Parigi, processata per eresia e condannata al rogo. Dal 1920 diventò santa e patrona di Francia. La Pulzella non si è lasciata intimorire da nulla, ha seguito il suo istinto e le sue intuizioni, e seppur non le hanno permesso di vivere per sempre felice e contenta ha comunque compiuto gesta eroiche che le hanno permesso di sentirsi libera. Libera di aver potuto fare ciò che in cuor suo sentiva di essere. E’ importante ascoltarsi e fidarsi di se stessi. Non si sbaglia mai e anche nell’ipotesi di fare una scelta che non porterà ad un lieto fine, sarà sempre la cosa giusta da fare.

“Così come puoi permettere La soddisfazione degli istinti, puoi permettere e dare piena Libertà alla realizzazione dell’intuizione. E rimarrai sorpreso dal potere che portavi dentro di te.”
Osho, L’Istinto, Riza


Raffaele Morelli - Ciascuno è Perfetto - Mondadori

“Bisogna liberare la nostra passione, le nostre pulsioni erotiche, da tutte le gabbie morali e razionali, senza ideali né rimorsi. Tutto il contrario di quello che facciamo noi, figli dell’Occidente, che continuiamo a collegare, a paragonare il presente con il passato, a credere in qualcosa o in qualcuno, a valutarci, a giudicarci, a stimarci o a disistimarci. Seguiamo un modello esterno di perfezione, dimenticandoci che ciascuno è perfetto, proprio così com’è.”

Puoi acquistarlo qui:

http://www.librimondadori.it/libri/ciascuno-e-perfetto-raffaele-morelli

Saggezza orientale e conoscenza medico-psichiatrica si fondono in questo meraviglioso libro. Molte sono le letture di cui mi sono appassionata di questo autore, consiglio questo libro come consiglio tutti i suoi scritti.


istinto-oshoIn questo Libro Osho indica la strada per ritrovare due dimensioni fondamentali di noi stessi: l’intuizione e l’istinto. Per raggiungerle è necessario rimuovere tutti i pregiudizi e i preconcetti, migliorando così la qualità della nostra vita e ritrovando il benessere.

Puoi acquistarlo qui:

http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__l-istinto.php

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