ROSARIA ORLANDO

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TUTTI SONO STATI BAMBINI MA POCHI SE NE RICORDANO

E’ un po’ che non scrivo ma si sa… lo scrittore se non ha ispirazione non scrive. E spesso mi basta una frase, un episodio, una piccola o grande cosa che mi da il via. Oggi il mio pensiero va ai bambini.

vi lascio anche come al solito un video, un brano che accompagna…

 Io sarò per i miei figli tutto quello che non sono stata io per me stessa. Sarò per loro tutto quello che ho sempre desiderato e non ho mai avuto. Sarò quello che ho chiesto e che ho ottenuto solo dopo mille “no”. Sarò quel “si” che nonostante l’ottieni dopo mille lotte si stringe tra le mani per secondi.

bambini feliciNon sono ancora genitore. Non ho figli ma ho due nipoti e amo guardare loro e tutti i bambini del mondo  negli occhi, perché in loro vedo quell’innocenza che avevo e che ho perso, quell’innocenza si… lo stupore nell’osservare il mondo, lo stupore e i sorrisi incontrollabili.  Gli stessi che voglio regalare ai miei figli.

Non voglio dire “no”, non dirò mai solamente “no” ai miei figli. Darò loro delle spiegazioni, sempre. Dirò loro perché una cosa si potrà fare e perché no. Quando sarò stanca, quando mi sembrerà di non avere neanche la forza di aprire gli occhi, quando mio figlio mi chiamerà per fargli la doccia, metterlo a letto, raccontargli una fiaba, mi ricorderò di quanto ho desiderato io queste cose. Mi ricorderò di come meraviglioso e magico sia il legame che mi unisce a loro, di come è importante per loro sapere che ci sei sempre, che nonostante il tempo, i problemi degli adulti, nonostante la stanchezza e le discussioni in casa… è importante non mancare mai per loro.

regalaunsorrisolNon vorrò mai vedere uno sguardo di delusione nei loro occhi. Non c’è arma peggiore, lama più tagliente di uno sguardo deluso da parte di un figlio. Voglio vivere per il loro domani, per il loro futuro. Voglio finalmente donare Amore a chi veramente lo merita, perdermi nei loro abissi ricchi di emozioni. Mi regaleranno gioie e dolori ma serviranno solo a fortificare entrambi. Io diventerò sempre più una Donna e i miei figli cresceranno sapendo che la loro mamma è sempre lì per loro.

Essere genitori non è facile. Mi sembra già di sentire qualche adulto rispondermi: “si fai presto a parlare! Vedrai quando li avrai!” Bhé, no, non sono d’accordo… so cos’è l’Amore e so come donarlo… questo rende diversi i genitori. Non posso giustificare un genitore che picchia il proprio figlio o una madre che “da di matto” e lo uccide solo perché il bambino la stressa!! E’ assolutamente inconcepibile! Queste sono donne che non sanno Amare! Che purtroppo non hanno ricevuto Amore, che hanno sofferto e non sanno come si Ama. felicitàNon sarò una di quelle donne represse e nervose. Un figlio non ha mai colpa di nulla… un figlio cresce e mentre cresce ha bisogno di capire, di scoprire e di essere accompagnato nel suo viaggio. Bene farò capire loro che saranno liberi di crescere, di andare via, allontanarsi e che ogni volta che si volteranno perché avranno come la sensazione di essere soli…. Si volteranno e vedranno che io sono lì… sempre… per loro.

DSC_0249Un bambino ha il diritto di vivere la sua età, ha il diritto di essere un fanciullo e di crescere quando sarà pronto e di essere difeso e protetto. Perché questo è ciò che un bambino deve fare e perché questo è il compito del genitore. Un bambino, dopo essere venuto al mondo senza un suo volere ha tutto il diritto di essere difeso e accompagnato, passo dopo passo e soprattutto di essere amato.

Io, figlio mio, sei ancora solo un pensiero ma se mai Dio dovesse farmi questo immenso dono, non temere, la tua mamma ti aspetta e ti darà tanto Amore, questa è l’unica certezza e garanzia che posso darti. Per il resto vediamo che succede, impariamo insieme… tu a crescere e a scoprire la tua identità e io a capire come bilanciare il mio Amore per non soffocarti, per non darti troppo o troppo poco. Questo te lo prometto. Amore.

Voglio lasciarvi anche una cosa che scrissi un po’ di anni fa, mi fa sempre un certo effetto rileggerla e non smette mai di piacermi. Sono ricordi della mia infanzia. Spero siano ben letti anche da voi.

Sono stata bambina anch’io, molti anni fà. Non ero una bambina come tutte le altre, me lo ricordo. Unica, come tutti i bambini del resto . Abitavo in una grande casa, con un corridoio lunghissimo. Avevamo cani, gatti,  conigli, galline, anatre e tanto spazio per giocare. Ho dormito con le mie due sorelle maggiori, fino all’età di sei anni, dopo, le sorelle, son diventate tre. Non amavo  molto l’asilo, la scuola, la città… amavo giocare e sentirmi libera. Uscire di casa al mattino e rientrare solo quando mamma mi chiamava perché era troppo tardi. Rincorrevo le lucertole e mi divertivo a tagliare loro le code e osservarle fino a quando non smettevano di muoversi. Mi sbucciavo continuamente le ginocchia perchè camminavo sulle punte. Cadevo, piangevo, mamma mi puliva le ferite e dopo 5 minuti ero di nuovo pronta per rigiocare e ricadere.

Amavo i nostri conigli e le emozioni dei cuccioli che nascevano, anche le galline e la loro immensa gabbia. Le guardavo spesso. Ricordo quando mamma prendeva le uova e ricordo il pane duro messo a mollo nell’acqua destinato a loro. Ricordo anche il gallo cedrone… era bellissimo!

Papà stava spesso via per lavoro ma quando rientrava a casa amava la sua terra e la sua famiglia come pochi. Lo osservavo spesso arare la sua terra, seminarla e attenderne i frutti. Lo vedevo saldare, spesso senza maschera tanto da avere sempre gli occhi rossi. Che testardo papà!! Mi piaceva quando riparava qualcosa. Era il MIO papà. Un papà che nonostante passavano gli anni, ancora non si capacitava di avere 4 figlie femmine e da ogni viaggio pensava bene di portarci i giochi dei maschietti. Che buffo papà.

Ho fatto un solo anno e mezzo d’asilo. Non mi piaceva. Volevo stare con mio cugino Tonino e giocare tutto il giorno. Rincorrere le lucertole, correre nel pescheto e tra gli ulivi. Mi ha rincorsa così tante volte mamma al mattino affinché io mi decidessi a  prendere il pulmino dell’asilo che dopo un anno e mezzo si decise che, forse, era meglio tenermi a casa. Lei smise di correre intorno al tavolo ed io ero felice. La mia mamma! Quante volte le ho sentito urlare “Rosaria”. Dice di me che, tutte le volte che non mi sentivo in casa, quando c’era troppo silenzio, dice che, in quel momento, ne stavo combinando una delle mie e se non la stavo combinando, la stavo di sicuro escogitando!

L’unica cosa che shakeravo da piccola, era il mio amato latte e caffè. Lo shakeravo nel boston di plastica color arancio. Lo shakeravo così forte da creare una schiuma cremosa. Io e il mio adorato cugino amavamo quella schiuma. Era una delle nostre tante cose che amavamo fare insieme. 

Ho così tanti ricordi. Ma non me ne ricordo spesso. Questo è un errore.

Casa mia si trovava di fronte una lunga strada, la famossissima ss106 (conosciuta da queste parti per gli innumerevoli incidenti). Lungo questa strada le macchine correvano velocissime. Giocavo, e ricordo il rumore dei motori, della loro velocità. Un suono che irrompeva nella nostra quiete. C’era Lessie. Papà amava i cani ne ha avuti tanti e io mi ricordo di Lessie. Era un cane fortissimo, che riusciva  a portarmi in groppa. Un pastore scozzese meraviglioso e intelligente come pochi. Morì per salvare il suo cucciolo, già malato del resto. Lessie aveva avuto una cucciolata di alcuni cani tra i quali uno era nato già malato ma papà non lo uccise, decise di tenerlo. Crebbe e crebbe bene, solo che un giorno pensò bene di attraversare la statale e la madre si lanciò per salvarla. Si… Lessi morì.

I profumi del sole che riscalda la terra, dei fiori e il suono degli insetti, delle api che raccolgono il nettare, i colori delle farfalle. Le corse fino ai confini delle terre vicine per incontrarsi con gli altri bambini e giocare.

La mia musica era la melodia della natura, il mio cibo la libertà. Sono stata bambina anch’io e sono stata felice.

Difficilmente ubbidivo. Forse mai. E ne prendevo di sculacciate!

Ho dormito nel letto con i miei fino all’età di sei anni! Oddio dormito è un parolone!! Papà non voleva che dormissi con loro e provò a dirmelo anche con la cinta ma io, avevo paura, non volevo dormire senza la mia mamma. Per questo zitta zitta, mi sdraiavo ai piedi del letto e mi addormentavo, finché mamma non se ne accorgeva e mi metteva accanto a sé. A volte non se ne accorgeva e dormivo tutta la notte per terra. 

Caspita se ne ho di ricordi! Quanti!

“Un maschio mancato” dicevano di me ma, credo, che sia impossibile trovare un bambino in grado di fare tutto ciò che sono stata capace di fare io!

Già allora possedevo una fervida immaginazione, ogni giorno inventavo storie e canzoni. Mi piaceva sognare. 

Sono stata anch’io bambina. Poi mamma e papà, decisero di trasferirsi in città. Avevo 8 anni.

Da lì, cambiò tutto. Tutto. 

Anch’io, ma non la bambina che vive nei miei ricordi. 

Alle mie due gioie…

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Questa voce è stata pubblicata il 21 febbraio 2015 da in Amore, Riflessioni, Video con tag , , , , , .

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